“And the ghost of your memory Is the thistle in the kiss And the burgler that can break a roses neck It’s the tatooed broken promise That I hide beneath my sleeve And I see you every time I turn my back”
"Ma il tuo corpo assomiglia a te,
alla donna che ha
una città, un mondo, un sole da guanto nero
un’ambizione armata,
una storia vissuta
con i suoi conti in sospeso,
un plico di buste
e un amore
che non si stanca di guardarla."
da Somiglianze, di Luis García Montero, in Stanco di vedere, di imminente pubblicazione per Medusa, Milano; trad. di Annelise Addolorato (via pastrufazio)
"A dire il vero fu appena un bacio, la suggestione di un contatto atteso e inevitabile, ma entrambi erano sicuri che quello sarebbe stato l’unico bacio che avrebbero potuto ricordare sino alla fine dei loro giorni e fra tutte le carezze l’unica che avrebbe lasciato una traccia sicura nelle loro nostalgie."
"Se ricordo chi fui, diverso mi vedo,
e il passato è il presente della memoria.
Chi sono stato è qualcuno che amo,
ma soltanto nei sogni.
È la nostalgia che m’affligge la mente,
non è mia né del passato veduto,
ma di chi abito
dietro gli occhi ciechi.
Nulla, se non l’istante, mi conosce.
Nulla il mio stesso ricordo, e sento
che chi sono e chi sono stato
sono sogni differenti."
“Non ce la faccio”, “Non ci riesco”, “Ho solo bisogno di tempo”. Sono frasi scontate, che abbiamo detto tutti, almeno una volta nella vita. Quando me le sento ripetere non resto indifferente, potrei rispondere “Sì, anch’io ho bisogno di tempo, anch’io non ce la faccio, anche per me è un brutto…
Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico. Egli non sente, non parla, né s’interessa degli avvenimenti politici. Egli non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell’affitto, delle scarpe e delle medicine, dipendono dalle decisioni politiche.